La partecipazione alle elezioni 2016

I candidati aumentano e gli elettori?

Tante liste, tanti aspiranti sindaco, ma resta il dubbio sull’affluenza.

Le elezioni 2016 riguarderanno oltre 1.300 comuni, in alcuni, nelle maggiori città, i numeri dei candidati sono impressionanti, in alcuni casi anche da record storico. A preoccupare i partiti, però, sono i dati sull’affluenza. I molti candidati riusciranno a convincere gli aventi diritto al voto ad andare ai seggi?

Sondaggisti, giornalisti, istituti di ricerca hanno rispolverato i numeri delle precedenti elezioni amministrative, che non sono certo incoraggianti. Non è un mistero che i trend degli ultimi anni sono stati negativi, sempre in calo.

É una delle sfide della politica, riconquistare la fiducia dei cittadini. Questa volta tocca alle elezioni amministrative, che dovrebbero avere il vantaggio di proporre candidati più vicini alla gente. Principalmente per due ragioni: il territorio in cui si candidano è più piccolo, il Comune è l’istituzione in prima linea, quella che ha il rapporto diretto con la cittadinanza.

Inoltre ci sono più persone da eleggere e più facilità ad essere inseriti nelle liste. Insomma, i candidati al comune potrebbero essere i vicini di casa o i colleghi di molti elettori. Certamente nelle grandi città ci sono i vip, ma non mancano le occasioni per parlare con gli aspiranti consiglieri.

I numeri.

Il confronto tra i dati è d’obbligo e si guarda alle precedenti amministrative per fare proiezioni.

La maggior parte dei comuni va ad elezione per naturale scadenza del mandato, per questo si guardano i dati del 2011. Eccezion fatta per Roma, commissariata, per cui si fa riferimento ai dati del 2013.
Va anche tenuto presente che nel 2011 si votò domenica e lunedì, mentre le elezioni 2016 si terranno in un’unica giornata, il 5 giugno.Elezioni-amministrative-comunali-2016
Su scala nazionale l’affluenza del 2011 si fermò al 60,21%. Tra le città principali si registrò il 71,41% a Bologna, il 67,56% a Milano, il 66,53% a Torino, il 60,33% a Napoli.

Nel 2013 a Roma la percentuale degli elettori che si recarono ai seggi fu del 52,81%. Anche in quel caso le giornate elettorali furono due. Al ballottaggio votò il 45,05%.
Cosa succederà durante le elezioni 2016? L’incognita c’è e non è una domanda da poco, perché come si sa, molta gente preferisce votare il lunedì, mentre si reca al lavoro o nella pausa pranzo. Se la domenica c’è bel tempo, molti preferiscono la gita fuori porta al voto.

Le prospettive dell’affluenza.

I dati non possono raccontare il futuro, ma possono dare qualche indicazione.

Analizzando le percentuali sull’affluenza ai seggi delle precedenti tornate amministrative non porta a conoscere il risultato delle elezioni 2016, tuttavia aiuta a riflettere.
Non si preoccuperanno le liste uniche che ci sono in alcuni dei comuni più piccoli. Il candidato unico vincerà con qualsiasi percentuale di affluenza, mentre i partiti, specialmente in alcune città, pensano all’affluenza come la possibilità di vincere. Secondo alcuni la partecipazione scarsa può favorire una certa parte politica, mentre la crescita del numero di elettori, favorirebbe la parte opposta.

Il primo problema resta la democrazia, perché il voto è un diritto ed è il modo di partecipare del cittadino, che sceglie gli amministratori della cosa pubblica.
Magari aiuterà la legge, con le sue misure. Voto domiciliare per chi è impossibilitato a muoversi, tariffe agevolate dei mezzi di trasporto pubblico via aria, acqua e terra, per chi si trova lontano da casa e vuole rientrare per votare.

About Author: