Billions: la serie evento dell’anno

Alla ricerca dell’erede di Breaking Bad

Negli ultimi anni il termine “serie evento” è stato sicuramente un po’abusato. Alla base c’è senza dubbio la necessità, da parte di addetti ai lavori e amanti delle serie televisive, di trovare un prodotto che sia in grado di colmare il vuoto lasciato da serie come “Breaking Bad” e “Mad Men”, solo per citarne due.

In questo ultimo biennio si è consolidata la scelta di puntare su serie di tipo antologico, ovvero con protagonisti e storie sempre diverse di stagione in stagione. Questa scelta ha indubbiamente pagato per quanto riguarda casi come quello di “Fargo”, che con due stagioni all’attivo si è dimostrata serie di grandissimo spessore sotto tutti i punti di vista.

Ha invece pagato meno se si pensa a “True Detective”, serie in cui ad una prima stagione effettivamente di qualità eccelsa sotto ogni punto di vista, ne ha fatto seguito una seconda che ha avuto scarso successo sia tra il pubblico che tra la critica.

Ebbene, che le serie di tipo antologico non possano essere in grado, da sole, di colmare i vuoti di cui abbiamo parlato, è cosa di cui tutti sono ben consci. La propria parte devono farla anche le serie “vecchio stampo”, quelle che si sviluppano lungo l’arco di più stagioni, con sempre gli stessi personaggi e un arco narrativo che ha un inizio ed una fine che non si concettizza al termine della prima stagione.

Billions: qualche info

E quest’anno c’è stata una serie, che nei giorni scorsi è sbarcata anche da noi sul canale Sky Atlantic, che è riuscita almeno nella sua prima stagione a guadagnarsi i galloni non soltanto di serie rivelazione dell’anno, ma anche di serie potenzialmente in grado di diventare un “cult” e di insidiare “House of Cards” nella corsa ad erede di “Breaking Bad” in quanto a appeal verso il pubblico.

Il suo nome è “Billions” e a riprova della qualità che la caratterizza vi è il fatto che la rete americana che la manda in onda ne ha ordinato una seconda stagione subito dopo la visione della puntata pilota, ancora prima quindi del suo esordio ufficiale.

Ma a chi si deve la creazione di questa serie televisiva e chi sono i suoi protagonisti principali? Negli Stati Uniti la serie va in onda su un canale, Showtime, che ha davvero fiuto per le serie tv. Gli amanti dei telefilm sanno che è questa la rete a cui si devono ottimi prodotto come “Dexter” e “Shameless”.

Le menti che stanno dietro “Billions” sono quelle di Brian Koppelman e David Levien. Entrambi sono sia produttori che sceneggiatori della serie e all’attivo hanno anche la produzione di importanti pellicole cinematografiche degli ultimi anni e dell’altra serie evento della appena terminata stagione televisiva americana, ovvero “Viny!”.

Detto di chi ha pensato, scritto e prodotto questa serie, chi sono invece i protagonisti? I nomi che spiccano su tutti sono Paul Giammati e Damien Lewis. Se il secondo è un volto ormai noto del piccolo schermo, il primo è invece all’esordio con “Billions”, avendo dedicato gran parte della propria carriera al cinema, dove ha fatto il definitivo salto di qualità con il Golden Globe vinto 5 anni fa grazie a “La versione di Barney”.Billions-season-2-posters

Damien Lewis, nato in Inghilterra, si è invece fatto conoscere agli inizi del 2000 con la sua interpretazione in “Band of Brothers”. Quindi sono arrivati i ruoli nella sfortunata “Life” e in “Homeland”.

Di cosa parla Billions?

Come si può facilmente intuire dal titolo della serie, “Billions” si caratterizza per un racconto dove i protagonisti sono i soldi, l’ambizione e la sete di potere. Da questo punto di vista è senza dubbio concettualmente figlia di “House of Cards” e di altre serie che negli ultimi anni si sono caratterizzate per queste tematiche. I protagonisti della serie sono un magnate della finanza e quello che solo all’apparenza è un integerrimo uomo di legge.

Quest’ultimo, il cui volto è quello di Paul Giammatti, sembra essere un uomo votato alla difesa della legalità. La realtà intima di Chuck Roades, questo il nome del personaggio di Paul Giammatti, è ben diversa: si è di fronte ad un uomo proveniente da una famiglia altolocata e che è ben attento a non macchiare il proprio curriculum, che è immacolato non avendo egli mai perduto una causa. Damien Lewis presta invece volto e bravura al personaggio di Bobby Axelrod, un uomo che ha costruito il proprio impero sguazzando, letteralmente, nel mondo della speculazione finanziaria.

I destini dei due protagonisti sono destinati ad incrociarsi: la moglie di Chuck lavora infatti come consulente per l’uomo il cui nome, poco dopo l’inizio della prima puntata, finisce sul tavolo di Chuck stesso. Il dilemma è quindi presto servito: iniziare una causa contro un uomo potente come Bobby Axelrod e rischiare il tutto per tutto pur di fare il definitivo salto di qualità nella corsa verso il potere, o lasciar perdere?

Perchè guardare Billions?

Prima di tutto perchè i protagonisti sono una garanzia assoluta di qualità e perchè se i primi due episodi partono lenti, essendo praticamente di sola presentazione di tutti i protagonisti della vicenda, il resto della serie risulta scoppiettante. Inoltre Billions si caratterizza per la capacità di partire da uno spunto banale (la lotta per emergere tra esponenti di mondi contrapposti) e di sviluppare la vicenda in modo originale ed intrigante.

Il merito di tutto questo è della sceneggiatura da un lato e dalla messa in scena dall’altro, perchè “Bilions” risulta un prodotto di ottima fattura non soltanto dal punto di vista delle prove dei singoli attori, ma anche da quello della regia e della fotografia: la moderna New York viene infatti resa con un realismo che ha fatto e farà presa su tutti gli spettatori. Insomma, gli ingredienti perchè “Billions” sia capace di contendere ad “House of Cards” lo scettro di serie erede di prodotti quali “Breaking Bad” e “Mad Men” sembrano davvero esserci tutti.

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