Risultati referendum: ecco le posizioni dell’ANPI e del Premier Renzi

Il premier Renzi negli ultimi giorni è tornato ad affrontare il complesso tema della prossima consultazione referendaria ed ha chiarito il fatto che, nella sua opinione, è l’unico modo per riuscire finalmente a ridurre il costo della politica senza, però, alterare in alcun modo l’attuale assetto.

Dai banchi dell’opposizione, Brunetta accusato Renzi di dire bugie in merito al referendum costituzionale. Nel frattempo, l’Italia è spaccata tra coloro che difendono i quesiti referendari e chi, invece, considera la consultazione un pericoloso strumento politico nelle mani del premier.

La posizione dell’ANPI

A seguito delle recenti polemiche in merito alla posizione dell’ANPI nei confronti del referendum costituzionale, è arrivata un’apertura al dialogo con il premier Renzi. Nonostante il timido tentativo di riappacificazione, l’ANPI a chiarito che un confronto non può affatto rappresentare una soluzione definitiva.

In buona sostanza, secondo l’ANPI un confronto in occasione della Festa dell’unità non può essere considerato altro che un momento di riflessione collettiva, peraltro in un contesto non certo imparziale.

Renzi: “Si vota comunque tra due anni”

Dal canto suo, il Premier Renzi non si dice affatto preoccupato in merito alla sorte del governo. Indipendentemente dai risultati del referendum, infatti, il governo rimarrà in carica fino al prossimo 2018, quando gli italiani saranno chiamati ad eleggere un nuovo esecutivo.

Per il momento ad essere incerta è proprio la data del referendum. Inizialmente la consultazione si sarebbe dovuta tenere nel mese di ottobre ma, per il momento, è quasi certo uno slittamento a novembre. Di una cosa Renzi è certo: il referendum vede protagonista l’Italia e non il suo governo. Il Premier, pertanto, non ci sta a trasformare il referendum costituzionale in un banco di prova per il suo governo.

I primi sondaggicontenuti della riforma

Stando agli ultimi sondaggi, pare che il 40% degli italiani sia favorevole alla riforma costituzionale. Il 33% degli intervistati, invece, si dicono contrari. Il 27% degli intervistati, invece, non si esprime a riguardo. È chiaro, dunque, che, almeno per adesso, gli italiani siano orientati a promuovere la riforma Boschi.

Alla base della posizione di tutti coloro che si dicono favorevoli alla riforma costituzionale vi è la necessità di quel cambiamento che, ormai da molti anni, è ai nastri di partenza ma che sembra fare molta fatica a concretizzarsi. In ogni caso, parlare dei risultati del referendum è davvero molto precoce. Sono moltissimi, infatti, gli italiani che, per il momento, non hanno un’idea chiara a riguardo.

I contenuti della riforma ed i risultati del referendum

La riforma costituzionale si articola in cinque punti. Il primo, com’è noto, riguarda il cosiddetto bicameralismo perfetto. Con la riforma, il Senato verrebbe drasticamente modificato. Inoltre, cambierebbero anche le modalità con le quali dovrà essere eletto il Presidente della Repubblica, sarebbe abolito il Consiglio nazionale per l’economia ed il lavoro e verrebbe modificato anche il titolo quinto della costituzione attraverso una ripartizione di tipo diverso tra Stato e Regioni. In ultimo, verranno modificate anche le modalità attraverso le quali i cittadini avranno la possibilità di chiedere l’indizione sia di referendum propositivi che abrogativi. Insomma, dai risultati referendum dipenderà il futuro dell’Italia e, pertanto, non resta che attendere il prossimo autunno per conoscerne l’esito.

 

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