Elezioni Usa 2016: il peso del voto anticipato

A chi non conosce a fondo la politica e il sistema elettorale Usa potrà sembrare strano, ma in queste elezioni Usa del 2016 il nome del prossimo presidente, successore di Barack Obama alla Casa Bianca, potrebbe essere già scritto ben prima del giorno delle elezioni, le quali si svolgeranno l’8 novembre, quindi tra meno di un mese.

Il motivo va ricercato nel fatto che il sistema elettorale americano permette il voto anticipato. Ma perchè secondo alcuni analisti questa particolare forma di espressione della volontà elettorale potrebbe incidere in modo così decisivo in queste elezioni Usa 2016? E chi si starebbe avvantaggiando dal voto anticipato? A tutte queste domande il primo a dare una risposta risulta essere il “New York Times”.

Il voto anticipato ha preso piede in queste elezioni

L’importante quotidiano americano ha verificato come dati alla mano il voto anticipato in queste elezioni Usa 2016 abbia fatto molta più presa sull’elettorato americano, rispetto a quattro anni fa. E l’analisi del quotidiano premia Hilary Clinton, che del voto anticipato sembrerebbe essere la beneficiaria maggiore.

Il New York Times ha effettuato una ricerca prendendo in considerazione gli Stati che tradizionalmente sono decisivi per decretare chi sarà il nuovo inquilino della Casa Bianca. La sensazione è che Hilary Clinton stia raccogliendo quel che il suo partito ha seminato nel corso di questi anni, in cui ha cercato di radicarsi sul territorio e di portare quanti più cittadini possibile a registrarsi nei database elettorali, affinchè potessero esercitare il proprio diritto quando chiamati alle urne.

Va ricordato che sono molti gli stati Usa che consentono non solo di votare attraverso il servizio postale, ma che danno modo di farlo anche con diverse settimane d’anticipo sulla data ufficiale delle elezioni presidenziali. Ad esempio già da fine settembre si può votare in Illinois, mentre Obama e sua moglie Michelle hanno già espresso la propria preferenza in queste elezioni Usa 2016, votando a Chicago.

I dati del voto anticipato negli “Swing State”

Il New York Times ha analizzato i numeri giunti dalla Florida e dal North Carolina, tradizionalmente due stati sempre in bilico nelle elezioni presidenziali. Ebbene, i numeri di cui il giornale americano è entrato in possesso sembrerebbero dimostrare che la candidata democratica era in vantaggio, seppure di poco, ancora prima della pubblicazione del video in cui un Trump di alcuni anni fa faceva pesanti commenti sulle donne. voto anticipato elezioni usa 2016

I numeri dicono che i democratici stanno richiedendo, rispetto alle elezioni del 2012, un numero maggiore di moduli per esprimere il proprio voto per corrispondenza. Per capire la portata dell’aumento, il New York Times cita i dati relativi alle zone limitrofe a Orlando e Miami, quelle a più alta densità di americani di origine ispanica: qui le richieste, rispetto allo stesso periodo di quattro anni fa, sono aumentate di addirittura il 50%.

Ancora più significativo appare il dato del North Carolina, dove nel 2012 il candidato repubblicano appariva davanti a Obama nel voto anticipato: facendo un raffronto con quattro anni fa si palesa un vertiginoso aumento delle richieste di moduli elettorali per le elezioni Usa 2016 da parte democratica.

La disaffezione dell’elettorato repubblicano

Di converso il New York Times ha registrato, analizzando i dati, una potenziale disaffezione dell’elettorato repubblicano: la partecipazione al voto anticipato è infatti in calo. E per capire come in questa campagna elettorale che è stata tra le più stravaganti della storia americana, il voto anticipato potrebbe risultare davvero già fondamentale, basti pensare anche ai dati diffusi dallo staff della candidata democratica, secondo cui poco meno del 50% dell’elettorato degli “Swing State” avrà già esercitato il proprio diritto di voto quando arriverà l’8 novembre, giorno ufficiale delle elezioni Usa 2016.

E per comprendere ancora di più la vitale importanza che il voto anticipato sembra aver assunto in queste elezioni Usa 2016 e più in generale nelle presidenziali, basti pensare al caso della Florida. Qui, quattro anni fa, Obama ebbe la meglio per un pugno di voti ed è forse per questo che il partito democratico ha fatto causa al governatore Rick Scott perchè allungasse i tempi entro cui potersi registrare nelle liste elettorali per poter utilizzare l’istituto giuridico del voto anticipato, prendendo in considerazione le difficoltà che molti abitanti della Florida hanno dovuto affrontare in conseguenza dell’uragano Matthew. A quanto pare i democratici hanno vinto questa battaglia, perchè i tempi potrebbero effettivamente essere allungati da una sentenza di un giudice federale.

Trump ha già perso queste elezioni?

Quindi, a conti fatti, Trump ha già perso prima dell’8 novembre le elezioni Usa 2016? In realtà assolutamente no, perchè nonostante tutto i repubblicani sono riusciti a colmare in parte il gap nell’ambito del dato della registrazione al voto: se nel 2012 erano distanziati di circa cinquecentomila persone, oggi questo dato si attesta su circa 264000.

Tuttavia, se la partita per le presidenziali non è ancora chiusa nonostante il voto anticipato sembri sorridere ad Hilary Clinton, va comunque detto che su una cosa gli analisti sono tutti d’accordo, ovvero il ruolo decisivo della Florida. Nel caso in cui Trump non riesca a sovvertire i pronostici nei cosiddetti “Swing State” e dovesse contemporaneamente perdere in Florida, le sue speranze di arrivare alla Casa Bianca si azzererebbero.

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